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domenica 7 agosto 2022

Sitali Pranayama il respiro rinfrescante

In questi giorni di grande caldo si può praticare questo pranayama, utilizzando questo tipo di respiro che è rinfrescante.

Anzitutto sediamo in posizione facile (a gambe incrociate e schiena dritta) in sukhasana, oppure in  padmasana, oppure semplicemente su una sedia con i piedi a terra (non accavallare le gambe).

Arrotoliamo la lingua come una “U”, con la punta appena fuori dalle labbra.

Inspiriamo profondamente attraverso la lingua arrotolata, poi ritiriamo la lingua, chiudamo le labbra ed espiriamo  attraverso il naso.

Se non riusciamo ad arrotolare la lingua (è una questione genetica, non facciamone un cruccio!) possiamo praticare Sitkari Pranyama, una respirazione molto simile,  nella quale andiamo a sorridere mostrando i denti e inspiriamo attraverso essi, chiudiamo poi la bocca ed espiriamo dal naso.


Possiamo iniziare con 9 cicli e poi proseguire con 15 fino ad arrivare a 26 cicli al mattino e altrettanti alla sera.

108 ripetizioni sono una meditazione profonda (possiamo aiutarci con un mala per contare) e un potente guaritore per il corpo, inoltre aiuta il sistema digestivo. 

Per finire, inspiriamo dalla bocca, ritiriamo la lingua dentro e rimaniamo in apnea per qualche secondo, poi espiriamo dal naso.

Questa respirazione è perfetta dopo le classi intense di Vinyasa Yoga, per abbassare la temperatura. Puó avere un effetto rinfrescante e disintossicante ed è spesso usata per abbassare la febbre. È invece sconsigliata quando c’è freddo.

benefici di questa tecnica sono molteplici:

– Rinfresca il corpo
– Calma la mente 
– Riequilibra il prana
– Porta chiarezza e tranquillità mentale (possiamo eseguirla anche prima di dormire)
– Aumenta il controllo degli stimoli della fame e della sete

Questo pranayama dà potere, forza e vitalità.

Per ulteriori approfondimenti cliccare su  Sitali Pranayama il respiro rinfrescante

Buona pratica
Never give  up
Solaika


venerdì 5 agosto 2022

Yoga Mudra


Sono partita da questa descrizione piuttosto semplificata di questa asana sul numero di giugno 2022 di Yoga Journal

“In posizione seduta, a gambe incrociate; inspira, mani sulle ginocchia. Espira piegandoti in avanti. Rimani nella posizione, concentrandoti bene sul respiro e soprattutto sull'espirazione, accentuandola profondamente. Rimani nella posizione il più a lungo possibile finché ti senti a tuo agio” 

Poi girovagando in rete mi sono accorta che l’asana è molto di più e che in una delle sue varianti è anche una delle pose di chiusura delle sequenze di Ashtanga









Nella classica posizione “Yoga Mudra” il capo, la nuca e il busto sono molto sciolti. Mentre la base stabile è creata dalla posizione del loto, padmasana, il busto si inchina in avanti verso la terra. Senza tensioni e privo di forzature il corpo si dona al destino terrestre. Disinteresse e scioltezza si manifestano attraverso l’inchino rilassato.


La posizione del loto stabile e il busto rilassato


Più il praticante riesce a lasciar andare tutto il tronco, più il respiro riesce a riempire gli spazi polmonari. L’inchino se eseguito in completa scioltezza  fisica prepara i polmoni ad accogliere il respiro. Mentre il corpo scivola in modo rilassato verso la terra, la mente rimane con la massima attenzione, osservazione e percezione di fronte alle singole fasi dell’esercizio.


Lo Yoga Mudra risulta più facile con la posizione sui talloni ( vajrasana )

 “L’inchino consapevole promuove una coscienza crescente di sensitività e di percezione intensa. Ogni forma e scioltezza fisica permettono che le percezioni sensoriali e i pensieri si vivacizzino”

L’ampia estensione delle braccia supporta l’inchino verso la terra


Durante l’inchino, i polmoni si liberano in modo crescente dai carichi, di modo che il respiro si muove più liberamente. I polmoni diventano come il letto di un fiume per un movimento dell’aria, aprendosi tramite la calma in modo limpido e sovrano fino alle cellule più piccole. Il respiro diventa profondo senza appesantirsi. Lo Yoga Mudra è un esercizio, tra i più straordinari, per rigenerare la pleura, il tratto respiratorio, i muscoli fra le costole, il diaframma, i bronchi e i bronchioli. Inoltre si rilassano le spalle e la nuca.


Lo Yoga Mudra e le varianti


L’estensione laterale, pārśva yoga mudrā

“Le singole fasi dello scivolare verso il basso sono sempre accompagnate da un processo sottile che può essere identificato con una sensazione quasi paragonabile al morire fisicamente”

Le altre varianti sono molto impegnative, perché il praticante necessita di una grande flessibilità piuttosto libera da tensioni per poter svolgere la seguente forma della posizione del loto legato. 


La posizione del loto legato con inchino


Più facile è il movimento con le braccia all’indietro, partendo da una posizione seduta (a scelta). Le spalle e la nuca rimangono rilassate, mentre le braccia si innalzano fortemente dietro la schiena. Il respiro che scorre con grande calma nelle profondità dona uno straordinario effetto rinforzante.


La variante delle braccia innalzate dietro la schiena


Il seguente movimento è possibile il più delle volte solo con una certa tensione della pelle. Ciononostante si raccomanda attenzione affinchè il respiro fluisca libero come nel letto di un fiume che si apre a un movimento proveniente dall’esterno. 


Lo Yoga Mudra con le mani piegate dietro la schiena


Parole e immagini tratte da Contributi alla nuova volontà

Qualsiasi sia la variante scelta, raggiunta la posizione finale con la testa appoggiata a terra o dove possibile, anche su un appoggio come un cuscino, un mattoncino o una coperta, ci si può concentrare su una lenta e profonda respirazione completa, in particolare sull’espirazione, almeno per qualche minuto. Se non si riesce a mantenere per più di qualche istante si può ripetere l’asana. 
Fisicamente si può mantenere l’attenzione sul dorso, l’addome e il respiro.
Inoltre ci si può concentrare su manipura chakra.

Benefici
Questa è un’eccellente asana per massaggiare gli organi addominali e rimuovere molti disturbi connessi con questa parte del corpo, compresi costipazione e indigestione.
Separa le singole vertebre una dall’altra, permettendo ai nervi spinali, che emergono dagli spazi intervertebrali, di essere gentilmente allungati e tonificati.
Questi nervi connettono l’intero corpo con il cervello, e così il miglioramento del loro tono può avere estesi beneficio sulla salute.
Questa asana è potente per risvegliare  manipura chakra, che si trova nella colonna vertebrale dietro l’ombelico. 
Questo centro è una delle sedi principali di energia in ogni individuo.

Per saperne di più ... Suryanamascara 


Buona pratica
Never give up
Solaika

lunedì 1 agosto 2022

Nadi shodhana pranayama (purificazione dei canali psichici)

Nadi shodhana pranayama (purificazione dei canali psichici)



Sediamoci in una posizione meditativa come padmasana, siddhasana, sukhasana ecc., ma non in vajrasana.
Dovrebbe essere una posizione che possa essere mantenuta comodamente per almeno quindici minuti.
Mettiamo le mani sulle ginocchia, la colonna vertebrale ben dritta, il capo eretto e centrato e rilassiamo tutto il corpo. Chiudiamo gli occhi e mentalmente prepariamo la mente ed il corpo alla pratica che faremo.
Per alcuni minuti siamo consapevoli solo del corpo e del respiro.
Ora iniziamo  la pratica. 
Appoggiamo le punta delle due dita tese tra le sopracciglia. Chiudiamo  la narice destra con il pollice e inspiriamo lentamente con la narice sinistra. Tratteniamo il respiro a polmoni pieni. Chiudiamo la narice sinistra, liberiamo la narice destra ed espiriamo lentamente attraverso quella narice. Tratteniamo il respiro a polmoni vuoti. Inspiriamo lentamente attraverso la narice destra e tratteniamo  il respiro a polmoni pieni. Chiudiamo la narice destra, liberiamo la narice sinistra ed espiriamo lentamente. Tratteniamo il respiro, per qualche istante, a polmoni vuoti. Questo insieme forma un ciclo.
Ripetiamo diversi cicli di seguito. Durante tutto l'esercizio, prestiamo molta attenzione alla sensazione dell'aria sulla mucosa del naso. Questa è la cosa più importante: sentire l'aria che entra ed esce su ogni lato. Durante le ritenzioni, siamo consapevoli dell'aria nei polmoni e nella gabbia toracica.
La mente che si posa sul flusso d’aria che entra e che esce non disperde calma la mente e l’agitazione. Porta forza centratura ed equilibrio interiore!

Benefici
Nadi shodhana è un preludio indispensabile per le pratiche meditative avanzate. Induce calma e tranquillità.Tutti i canali pranici vengono sbloccati.
Il flusso di prana nelle nadi ida e pingala viene reso uguale. La nostra energia vitalizzante, maschile o solare, si equilibra rispetto alla nostra energia calmante e rilassante, femminile o lunare. 
Il sistema sanguigno viene purificato dalle tossine.
Tutto il corpo viene nutrito dall’aumentata quantità di ossigeno e l’anidride carbonica viene espulsa sufficientemente.
Il risultato generale è un grande miglioramento della salute.
Purificando le cellule del cervello, tutti i suoi centri vengono stimolati a lavorare quasi al massimo della loro capacità.
Tutta l’aria stagnante viene rimossa dai polmoni.

Per scrivere queste parole su questa tecnica di respirazione,   comunemente anche  detta “a narici alternate”, ho prima letto un articolo sul numero giugno di Yoga Journal e consultato qualche pagina web (clicca qui


È una respirazione che consiglio vivamente per riequilibrare mente, cuore, anima e energie. Preceduta da alcuni cicli di respirazione sulle due narici separatamente. 

Buona pratica. 
Never Give Up
Solaika





domenica 15 maggio 2022

Adi mantra


Ong Namo Guru Dev Namo (Adi Mantra) é il mantra di apertura di ogni pratica di Kundalini yoga. 

Si può vibrare prima di un kriya completo o prima di una sessione di meditazione, ogni qual volta é necessario per noi o si sente il bisogno di prendersi qualche momento di centratura, di raccoglimento per entrare in contatto con noi stessi.



Il nome del mantra Ong Namo Guru Dev Namo deriva dalla lingua sanscrita e può essere tradotto come “mi inchino all’energia creativa, mi inchino all’infinita coscienza che è dentro di me.”

Grazie ad Adi Mantra possiamo metterci in comunicazione sia con il nostro divino interiore sia con l’energia e la protezione degli antenati insegnanti che confluisce in noi durante la pratica. 


Infatti vibrando questo mantra correttamente e con consapevolezza, il praticante si inchina al suo Sé più elevato, la fonte di ogni guida, si ricollega alla Catena d’Oro da cui provengono gli Insegnamenti e apre un collegamento protettivo tra se stesso e il maestro divino interiore.


“La Catena d’Oro è un modo per descrivere il legame energetico che esiste tra un insegnante, il suo insegnante, l’insegnante del suo insegnante e così via a ritroso nel tempo. Quando un insegnante di Kundalini Yoga insegna, la prima cosa che fa è connettersi alla Catena d’Oro e invitare la saggezza di tutti gli insegnanti a insegnare attraverso sé”


Il mantra Ong Namo Guru Dev Namo si recita in un solo respiro e si deve cercare di estendere il suono al più a lungo possibile.


La prima “o” della parola Ong (“Oooooooong”) si pronuncia  cercando di mantenere il suono nasale e la bocca aperta. In questo modo le vibrazioni si propagheranno meglio dentro di noi.

L’Adi Mantra si recita per tre volte. La prima serve per portare la vibrazione del mantra nelle varie parti del nostro corpo, la seconda per lasciar fluire la vibrazione dentro di noi e la terza per connetterci al nostro Io Superiore.


Il mantra si può vibrare prima di ogni pratica per 


  • prepararci alla pratica del Kundalini Yoga
  • prendere coscienza del momento che stiamo per vivere
  • creare uno spazio sacro fuori e dentro di noi
  • calmare la mente
  • mantenere il nostro ego lontano dalla pratica
  • connetterci all’energia infinita
  • aumentare la nostra ricezione.


Prima di vibrarlo ci posizioniamo in posizione facile, in Sukasana con le gambe posizionate in loto, mezzo loto o semplicemente incrociate. 

Cominciamo con qualche respirazione completa, quindi un inspiro profondo per iniziare.

Durante la vibrazione del mantra focalizziamo il punto tra le sopracciglia, il nostro terzo occhio, e vibriamo profondamente fino a sentire il vibrato dentro di noi, nella nostra mente e nel cuore. 

Se siamo un gruppo cerchiamo di allinearci ai ritmi e ai tempi del nostro maestro guida. Se tutti lo faremo il risultato sarà una sola voce e uno scambio di energia complessiva. 

Se non ci ricordiamo le parole o non conosciamo il loro significato, non importerà. Ascoltiamole e arriveranno ugualmente dentro di noi portando la loro energia e i loro effetti benefici. 


All’ Adi mantra seguirà il secondo mantra di apertura che è un mantra di protezione. Ci aiuterà a stare bene e a proteggerci da qualsiasi brutto evento. 

In seguito la nostra pratica potrà cominciare. 


Ecco qualche link di approfondimento. 

Yoga Accademy

Yoga Jap

Sakti yoga


Buona pratica 

Never give up

Solaika

Dhyani mudra


Questo mudra mi ricorda tanto una persona della mia infanzia. Lo sento proprio famigliare e mi viene spontaneo. 


  



Il termine Dhyani Mudra deriva dal sanscrito: Dhyani significa “meditazione” mentre Mudra significa “gesto” o “sigillo”. Per questo, Dhyani Mudra viene chiamato anche il gesto o il sigillo della meditazione. 

Come tutti i mudra, anche Dhyani Mudra controlla l’energia del corpo. È legato alla respirazione e ai chakra e la sua pratica costante può aiutarci ad equilibrare i nostri chakra riequilibrando anche il nostro corpo e la nostra mente. 

La forma delle mani indica una ciotola o un calice, simbolo della libertà e del vuoto da riempire con una nuova consapevolezza e di tutto ciò di cui abbiamo bisogno per intraprendere il nostro cammino spirituale. 

La posizione delle mani in grembo, inoltre, avvicina Dhyani Mudra al Chakra sacrale, il secondo Chakra, agendo sul suo riequilibrio.  
Il calice che formiamo in grembo durante le meditazione sembrerà davvero riempirsi. Di cosa ? Di qualsiasi cosa tu voglia riempirlo. Si riempirà di energia, di calore, di leggerezza, di amore e lo sentirai veramente , sentirai l’energia crescere nelle tue mani.

Per praticare questo mudra si appoggiano le mani sul grembo con i palmi rivolti verso l’alto. Il dorso della mano sinistra si  appoggia su il palmo della mano destra, i pollici si toccano leggermente.

  • Appoggia le tue mani sul tuo grembo con i palmi rivolti verso l’alto
  • Appoggia il dorso della mano sinistra sul palmo della mano destra e inarca le mani come a formare una ciotola
  • Appoggia leggermente i pollici tra loro.


Questo è Dhyani Mudra. Mantienilo per tutta la durata della tua meditazione così da moltiplicarne gli effetti benefici. Più le mani sono concave e più spazio avrai per riempirle di nuova energia.

É un  mudra estremamente rilassante, non ti stancherai mai di mantenerlo e non vorrai scioglierlo mai. Ti accompagnerà verso il tuo stato meditativo. Ti sembrerà di essere completamente assorta nel tuo momento presente come avvolta da una dolce coccola.



Never Give Up
Solaika


sabato 7 maggio 2022

Mantra

Che cos'è un mantra? 
Nella mia esperienza un mantra è una parola o  una frase la cui ripetizione si utilizza al fine di  calmare lo stato d'animo, aumentare il livello di concentrazione o per deviare la nostra attenzione da pensieri o stati emotivi non graditi. Focalizziamo quindi il flusso di parole o frasi concentrandoci esclusivamente su di esse e la loro ripetizione. Questa pratica  aiuta a concentrarci e ad abbandonare i pensieri, tutto quello che potrebbe distrarci, aiutandoci ad entrare in uno stato di pace e di quiete interiore da cui trarre  dei benefici per corpo e mente.    
Ricordo che ci sono state diverse occasioni, che sicuramente si ripresenteranno, in cui mi sono concentrata sulla ripetizione dello zero , "io sono zero, zero, io sono zero, zero .." Ci può si chiedere “ ma quale beneficio si potrebbe trarre dal ripeterci di essere zero? di essere nulla?”. Eppure continuare questo mantra mi da veramente la sensazione più di limitare a zero i miei pensieri, di restringermi e di tenere sempre verso me stessa, al mio interno. Mi aiuta a guardarmi dentro. Ebbene al di là delle mie esperienze, facendo qualche ricerca di approfondimento, si può trovare che mantra   è una parola sanscrita composta da  man,  che sta per “mente” e  tra  

, che significa “proteggere”, “liberare da” o “strumento” .  Quindi possiamo considerare un mantra   uno strumento che ci permette di liberare la mente e proteggerci dall'incessante flusso di pensieri. Oltre che proteggerci da questi, la ripetizione di un mantra, può anche portare via i nostri stati d'animo più negativi e minacciosi come la paura, il panico, l'apprensione, l'ansia e lo stress. In un certo senso ci protegge dalla nostra mente. Infatti spesso la parte più negativa di noi é conficcata li nella nostra testa e anche se a livello inconscio, pensieri e schemi vecchi ed usuali, sono lì ad assillarci ea lasciare poco spazio alle emozioni più positive, propositive e benefiche. 
Il mantra favorisce il nostro percorso verso lo stato meditativo e l'ascolto del nostro respiro, che può diventare più profondo e intenso diventando così catalizzatore di prana, energia vitale per mente, spirito e cuore. 
Un'aspetto fondamentale del mantra é che con la sua recita emettiamo dei suoni, delle vibrazioni di cui noi stessi, i nostri produttori pensieri e tutti i nostri organi vitali interni sono fatti e sono loro stessi produttori allo stesso modo. La musica é vibrazione e quale strumento migliore di essa é in grado di fornire benefici, far scaturire emozioni e sentimenti sani e modificarci. Ma attenzione, quando  si recita un mantra, non è importante il significato della parola e della frase, bensì il suo suono.Per questo motivo, non è necessario comprenderli per ottenerne i benefici. I mantra non vengono solo recitati. Molto spesso è sufficiente ascoltarli per godere di tutte le loro proprietà benefiche. Agiscono   interiormente in modo sottile, ma molto efficace. La ripetizione di un mantra e' un mezzo potente per spegnere le emozioni turbolente, calmare la mente irrequieta, aumentare la capacità di concentrazione e acquisire una maggiore consapevolezza.

“Con la capacità costante dei Mantra, si ripuliscono le energie psichiche, si ripuliscono le nadi (i nostri canali energetici sottili), si rivitalizza la ghiandola pineale, risvegliando le naturali sottili intuitive. Le vibrazioni armoniche dei Mantra, sia mentali che vocali, agiscono con un mezzo di pulizia e purificazione della nostra coscienza e del subconscio, e portano col tempo alla sostituzione dei sentimenti negativi affermazioni positive,  donando un senso di grande pace es erenità

 

Se recitiamo un mantra la velocità con la quale possiamo farlo molto spesso può dipendere dalla sua lunghezza. Quelli corti, composti per esempio da due sillabe, vengono di norma recitati più lenti rispetto a quelli più lunghi. Recitando in maniera veloce possiamo trarre il beneficio di ricevere energia. In maniera lenta invece facilitiamo il processo di rallentamento e tranquillizzazione della mente. Uno dei risultati che si raggiunge in fretta con la pratica del Mantra e' il controllo del respiro, che e' il mezzo con cui si può acquisire l'abilita' di gestire al meglio le emozioni. 
Infatti quando riusciamo a porre il respiro e le emozioni sotto controllo, gli sbalzi d'umore scompaiono, la consapevolezza del momento attuale cresce e raggiungiamo uno stato di quiete e beatitudine indescrivibile.

“Attraverso la pratica dei mantra ci si può trovare in confronto diretto con l'Io Inferiore, ovvero con quegli aspetti della nostra personalità che hanno governato per anni la nostra vita. Quando l'Io Superiore viene incoraggiato attraverso la pratica dello Yoga, tenta di imporre il proprio dominio, allora l'Io Inferiore si ribella perché si sente minacciato e non vuole perdere il suo potere. Quindi può succedere che siamo tentati dall'abbandonare la ripetizione dei mantra, ma senza la pratica costante non se ne possono comprendere appieno gli effetti benefici. Continuando invece con fiducia, il mantra viene accolto nel subconscio e lentamente l'ego viene sopraffatto dall'Io Superiore. Grazie alla potenza della pratica dei mantra ci si allontanerà quindi sempre più dagli antichi di pensiero e comportamenti, che come programmi che si ripetono all'infinito, hanno causato quella sofferenza di cui noi siamo stessi origine. Ci si indirizzerà invece verso un'affermazione estremamente positiva dell'Io Superiore e l'Auto-Realizzazione”

Il mantra Yogico che tutti conoscono è sicuramente il mantra OM. E' un bija mantra, ovvero uno di quei mantra che agisce sui chakra. Ogni chakra ne ha uno in particolare e il chakra del mantra OM è il sesto,   Ajna o chakra del terzo occhio. Primao poi cercherò di capirci qualcosa di più anche sui chakra…. ma questo chakra in particolare lo sento molto mio. Il terzo occhio, forse appunto per la vicinanza a mente e occhi, mi sembra che sia in grado di aprirmi tutto un nuovo mondo. Un mondo la cui visuale parte proprio da dentro di me e si espande all'infinito su diversi livelli e luminosità.Un mondo in cui posso proiettarmi in qualsiasi momento, in cui posso aspettarmi di trovarci ogni mio desiderio, paesaggio, luogo, persona o essere vivente. L'infinito … e l'Om è il mantra attraverso il quale possiamo tentare di aprire questo chakra, attivarlo. 
Con l'inizio della pratica del kundalini yoga ho potuto conoscere il suo mantra di chiusura,  secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan , il mantra Sat Nam. Sat Nam significa  Vera Identità ed è il mantra seme più importante nel Kundalini Yoga. La vera identità contiene il vero senso di se stessi e il vero significato  della vita per ognuno di noi. 
  

“Il  Sat Nam  è un mantra universale, ma è perlopiù utilizzato nel Kundalini Yoga. È un principio molto potente che riguarda la realtà e ti permette di comprendere la verità dell'esperienza che stai vivendo.Questo mantra è infatti l'unione tra la nostra parte divina e la nostra parte fisica.

 
In generale mi capita di recitare il Sat Nam a fine di ogni pratica di Kundalini, durante un kriya o una meditazione. Aiuta appunto a connetterci con il nostro io interiore, la nostra vera identità. È utilizzatore da tutti sugli insegnanti di Kundalini anche come saluto e quindi spesso lo si sente quando ci si incontra o quando ci si saluta, anche scritti. 
Quando si recitano questi mantra e si è in gruppo é molto bello sentire l'armonia dei suoni e delle vibrazioni che si muovono all'unisono, con  gli stessi tempi e ritmi. Per questo bisognerebbe cercare di adattarsi all'armonia del maestro di pratica. 
Generalmente al Sat Nam precede qualche passaggio completa.Quindi un profondo inspiro e poi si procede con un Sat molto lungo, per quanto ci è possibile, e sempre nello stesso espiro si segue un molto più breve Nam. 

Io personalmente recitando il Sat Nam mi sento bene esattamente come con l'Om, portando l'attenzione al terzo occhio riesco a viaggiare allo stesso modo 😄 

Il Sat Nam si utilizza anche durante la pratica in certi kriya che ne occorre l'utilizzo e tutte le volte in cui se ne sente la necessità, per ritrovare noi stessi, per darsi forza e energia o per cercare di contattare la parte nostra vera e forte. Io voglio pensare così poiché voglio credere di avere una parte di me forte. … 😁 e di contattarla e farla emergere con la carica del Sat … 😄

L'altro mantra per eccellenza del Kundalini yoga è l'Adi Mantra, che è il mantra che si recita in apertura di ogni pratica di Kundalini yoga.  Ma sicuramente questo mantra merita un'attenzione particolare, come anche il secondo mantra di apertura di protezione dalla pratica Kundalini.  
Per cui meglio rimandare un altro momento di approfondimento. 
A quanto pare sui mantra c'è davvero molto da sapere, avendo scritto tutto qui su questo post, spero che mi sarà più semplice ricordare o tornare qui a leggere nel caso in cui ne sentissi il bisogno.  
Spero così di poter essere di aiuto anche a chi sarà anche casualmente qui di passaggio. 
Qui di seguito troviamo dei link di riferimento più autoritari in materia, dai quali ho tratto spunto. 

Alla prossima
Never Give Up
Solaika