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venerdì 5 agosto 2022

Yoga Mudra


Sono partita da questa descrizione piuttosto semplificata di questa asana sul numero di giugno 2022 di Yoga Journal

“In posizione seduta, a gambe incrociate; inspira, mani sulle ginocchia. Espira piegandoti in avanti. Rimani nella posizione, concentrandoti bene sul respiro e soprattutto sull'espirazione, accentuandola profondamente. Rimani nella posizione il più a lungo possibile finché ti senti a tuo agio” 

Poi girovagando in rete mi sono accorta che l’asana è molto di più e che in una delle sue varianti è anche una delle pose di chiusura delle sequenze di Ashtanga









Nella classica posizione “Yoga Mudra” il capo, la nuca e il busto sono molto sciolti. Mentre la base stabile è creata dalla posizione del loto, padmasana, il busto si inchina in avanti verso la terra. Senza tensioni e privo di forzature il corpo si dona al destino terrestre. Disinteresse e scioltezza si manifestano attraverso l’inchino rilassato.


La posizione del loto stabile e il busto rilassato


Più il praticante riesce a lasciar andare tutto il tronco, più il respiro riesce a riempire gli spazi polmonari. L’inchino se eseguito in completa scioltezza  fisica prepara i polmoni ad accogliere il respiro. Mentre il corpo scivola in modo rilassato verso la terra, la mente rimane con la massima attenzione, osservazione e percezione di fronte alle singole fasi dell’esercizio.


Lo Yoga Mudra risulta più facile con la posizione sui talloni ( vajrasana )

 “L’inchino consapevole promuove una coscienza crescente di sensitività e di percezione intensa. Ogni forma e scioltezza fisica permettono che le percezioni sensoriali e i pensieri si vivacizzino”

L’ampia estensione delle braccia supporta l’inchino verso la terra


Durante l’inchino, i polmoni si liberano in modo crescente dai carichi, di modo che il respiro si muove più liberamente. I polmoni diventano come il letto di un fiume per un movimento dell’aria, aprendosi tramite la calma in modo limpido e sovrano fino alle cellule più piccole. Il respiro diventa profondo senza appesantirsi. Lo Yoga Mudra è un esercizio, tra i più straordinari, per rigenerare la pleura, il tratto respiratorio, i muscoli fra le costole, il diaframma, i bronchi e i bronchioli. Inoltre si rilassano le spalle e la nuca.


Lo Yoga Mudra e le varianti


L’estensione laterale, pārśva yoga mudrā

“Le singole fasi dello scivolare verso il basso sono sempre accompagnate da un processo sottile che può essere identificato con una sensazione quasi paragonabile al morire fisicamente”

Le altre varianti sono molto impegnative, perché il praticante necessita di una grande flessibilità piuttosto libera da tensioni per poter svolgere la seguente forma della posizione del loto legato. 


La posizione del loto legato con inchino


Più facile è il movimento con le braccia all’indietro, partendo da una posizione seduta (a scelta). Le spalle e la nuca rimangono rilassate, mentre le braccia si innalzano fortemente dietro la schiena. Il respiro che scorre con grande calma nelle profondità dona uno straordinario effetto rinforzante.


La variante delle braccia innalzate dietro la schiena


Il seguente movimento è possibile il più delle volte solo con una certa tensione della pelle. Ciononostante si raccomanda attenzione affinchè il respiro fluisca libero come nel letto di un fiume che si apre a un movimento proveniente dall’esterno. 


Lo Yoga Mudra con le mani piegate dietro la schiena


Parole e immagini tratte da Contributi alla nuova volontà

Qualsiasi sia la variante scelta, raggiunta la posizione finale con la testa appoggiata a terra o dove possibile, anche su un appoggio come un cuscino, un mattoncino o una coperta, ci si può concentrare su una lenta e profonda respirazione completa, in particolare sull’espirazione, almeno per qualche minuto. Se non si riesce a mantenere per più di qualche istante si può ripetere l’asana. 
Fisicamente si può mantenere l’attenzione sul dorso, l’addome e il respiro.
Inoltre ci si può concentrare su manipura chakra.

Benefici
Questa è un’eccellente asana per massaggiare gli organi addominali e rimuovere molti disturbi connessi con questa parte del corpo, compresi costipazione e indigestione.
Separa le singole vertebre una dall’altra, permettendo ai nervi spinali, che emergono dagli spazi intervertebrali, di essere gentilmente allungati e tonificati.
Questi nervi connettono l’intero corpo con il cervello, e così il miglioramento del loro tono può avere estesi beneficio sulla salute.
Questa asana è potente per risvegliare  manipura chakra, che si trova nella colonna vertebrale dietro l’ombelico. 
Questo centro è una delle sedi principali di energia in ogni individuo.

Per saperne di più ... Suryanamascara 


Buona pratica
Never give up
Solaika

sabato 23 luglio 2022

Virabhadrasana II - Guerriero II




Posizionati sul lato lungo del tappetino e allarga i piedi tenendoli paralleli.

Con un inspiro alza le braccia verso l’alto. Durante l’espiro  estendi le braccia parallele al suolo, i palmi rivolti verso il basso, lo sguardo concentrato sul dito medio della mano sinistra. 
Gira il piede sinistro al fronte del tappetino e piega il ginocchio sinistro, verticale alla caviglia. Se il ginocchio supera la caviglia, allarga ulteriormente i piedi. 
Mantieni la schiena dritta, le spalle rilassate e lontano dalle orecchie e ben girate indietro.
Il bacino é ben rivolto verso la parte destra del tappetino, quanto più possibile. Il busto è ben in linea con le anche. 
Senti il Guerriero, la sua forza e potere, dentro di te. Sentiti fiero come il guerriero. 
Rimani per 10 respiri. 
Con un inspiro solleva le braccia lunghe sopra la testa e girati con il busto verso destra, raddrizzando la gamba sinistra e girando il piede sinistro all’interno. 
Quindi con l’espiro girati dall'altro lato per eseguire la posizione con la gamba destra piegata.
Porta le braccia nuovamente parallele al pavimento, palmi verso il basso. 
Gira il piede destro verso destra e al fronte del mat, affonda la gamba destra e mantieni lo sguardo al dito medio destro. Il piede della gamba dietro deve essere parallelo al lato corto del tappetino. 
Mantieni nuovamente per 10 respirazioni e sii fiero come il guerriero. 

Garudasana - l’aquila




Posizionati all’inizio del tappetino in piedi.
Guarda un punto fisso di fronte a te. 

Il simbolismo e il mito di Garudasana

Espirando, piega le ginocchia, quindi appoggia delicatamente il peso del corpo sulla gamba sinistra e avvolgi la gamba destra sulla sinistra.
Se necessario, appoggia a terra la punta del piede destro. 
Allunga le braccia di fronte a te e incrocia il braccio sinistro sul braccio destro, o passa il braccio destro sotto il sinistro e incrociali. Porta le mani verso l’alto al tuo volto piegando le braccia  e se possibile, porta le mani  in posizione di preghiera. 
Quindi spingi le mani verso l’alto quanto puoi e cerca di mantenere la schiena dritta, quindi piegati dal bacino verso in avanti quanto puoi.
Mantieni la posizione per qualche ciclo di respirazione completa.
Per uscire dalla posizione, disincrocia le braccia, poi le gambe e su un inspiro raddrizzati. 
Esegui sull'altro lato.



I benefici di Garudasana

  • Sviluppa equilibrio psicofisico
  • Aumenta i livelli di concentrazione
  • Rinforza i muscoli delle gambe
  • Sviluppa la mobilità delle spalle
  • Stimola Muladhara Chakra e Ajna Chakra

Controindicazioni

Da evitare in caso di disturbi o problemi alle ginocchia, alle caviglie e alle anche. Durante il ciclo mestruale, soprattutto in caso di flusso abbondante, è meglio non eseguirla.


Il simbolismo e il mito di Garudasana


Garudasana è una posizione di equilibrio, asimmetrica, che si esegue in piedi. È una postura che, all’inizio, può creare difficoltà, proprio perché bisogna praticarla con grande concentrazione e presenza mentale. Per questo rappresenta un’asana che permette di rafforzare l’equilibrio psicofisico. Il suo nome è strettamente collegato alla mitologia induista. Garuda significa “aquila”, ma viene anche tradotto come “re degli uccelli” ed è proprio questo significato che si rifà al mito indiano connesso a Garudasana.

Il nome di quest’asana si basa sul re degli uccelli, chiamato Garuda, che viene cavalcato dal dio Vishnu. Garuda è un mitico animale, metà uomo e metà uccello: la testa, la coda e le ali sono quelle di un’aquila, mentre il corpo dorato e le gambe sono quelle di un uomo. Secondo il mito, Garuda è il nemico dei serpenti. Un disprezzo che ereditò da sua madre Vinata, poiché ella in passato aveva avuto un feroce diverbio con sua sorella Kadru, la madre dei serpenti (Naga). Per liberare sua madre dalla presa di Kadru, Garuda rubò l’Amrita, il nettare dell’immortalità, agli dèi. Garuda è simbolo di forza, coraggio, perseveranza e perspicacia.