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domenica 7 agosto 2022

Sitali Pranayama il respiro rinfrescante

In questi giorni di grande caldo si può praticare questo pranayama, utilizzando questo tipo di respiro che è rinfrescante.

Anzitutto sediamo in posizione facile (a gambe incrociate e schiena dritta) in sukhasana, oppure in  padmasana, oppure semplicemente su una sedia con i piedi a terra (non accavallare le gambe).

Arrotoliamo la lingua come una “U”, con la punta appena fuori dalle labbra.

Inspiriamo profondamente attraverso la lingua arrotolata, poi ritiriamo la lingua, chiudamo le labbra ed espiriamo  attraverso il naso.

Se non riusciamo ad arrotolare la lingua (è una questione genetica, non facciamone un cruccio!) possiamo praticare Sitkari Pranyama, una respirazione molto simile,  nella quale andiamo a sorridere mostrando i denti e inspiriamo attraverso essi, chiudiamo poi la bocca ed espiriamo dal naso.


Possiamo iniziare con 9 cicli e poi proseguire con 15 fino ad arrivare a 26 cicli al mattino e altrettanti alla sera.

108 ripetizioni sono una meditazione profonda (possiamo aiutarci con un mala per contare) e un potente guaritore per il corpo, inoltre aiuta il sistema digestivo. 

Per finire, inspiriamo dalla bocca, ritiriamo la lingua dentro e rimaniamo in apnea per qualche secondo, poi espiriamo dal naso.

Questa respirazione è perfetta dopo le classi intense di Vinyasa Yoga, per abbassare la temperatura. Puó avere un effetto rinfrescante e disintossicante ed è spesso usata per abbassare la febbre. È invece sconsigliata quando c’è freddo.

benefici di questa tecnica sono molteplici:

– Rinfresca il corpo
– Calma la mente 
– Riequilibra il prana
– Porta chiarezza e tranquillità mentale (possiamo eseguirla anche prima di dormire)
– Aumenta il controllo degli stimoli della fame e della sete

Questo pranayama dà potere, forza e vitalità.

Per ulteriori approfondimenti cliccare su  Sitali Pranayama il respiro rinfrescante

Buona pratica
Never give  up
Solaika


venerdì 5 agosto 2022

Yoga Mudra


Sono partita da questa descrizione piuttosto semplificata di questa asana sul numero di giugno 2022 di Yoga Journal

“In posizione seduta, a gambe incrociate; inspira, mani sulle ginocchia. Espira piegandoti in avanti. Rimani nella posizione, concentrandoti bene sul respiro e soprattutto sull'espirazione, accentuandola profondamente. Rimani nella posizione il più a lungo possibile finché ti senti a tuo agio” 

Poi girovagando in rete mi sono accorta che l’asana è molto di più e che in una delle sue varianti è anche una delle pose di chiusura delle sequenze di Ashtanga









Nella classica posizione “Yoga Mudra” il capo, la nuca e il busto sono molto sciolti. Mentre la base stabile è creata dalla posizione del loto, padmasana, il busto si inchina in avanti verso la terra. Senza tensioni e privo di forzature il corpo si dona al destino terrestre. Disinteresse e scioltezza si manifestano attraverso l’inchino rilassato.


La posizione del loto stabile e il busto rilassato


Più il praticante riesce a lasciar andare tutto il tronco, più il respiro riesce a riempire gli spazi polmonari. L’inchino se eseguito in completa scioltezza  fisica prepara i polmoni ad accogliere il respiro. Mentre il corpo scivola in modo rilassato verso la terra, la mente rimane con la massima attenzione, osservazione e percezione di fronte alle singole fasi dell’esercizio.


Lo Yoga Mudra risulta più facile con la posizione sui talloni ( vajrasana )

 “L’inchino consapevole promuove una coscienza crescente di sensitività e di percezione intensa. Ogni forma e scioltezza fisica permettono che le percezioni sensoriali e i pensieri si vivacizzino”

L’ampia estensione delle braccia supporta l’inchino verso la terra


Durante l’inchino, i polmoni si liberano in modo crescente dai carichi, di modo che il respiro si muove più liberamente. I polmoni diventano come il letto di un fiume per un movimento dell’aria, aprendosi tramite la calma in modo limpido e sovrano fino alle cellule più piccole. Il respiro diventa profondo senza appesantirsi. Lo Yoga Mudra è un esercizio, tra i più straordinari, per rigenerare la pleura, il tratto respiratorio, i muscoli fra le costole, il diaframma, i bronchi e i bronchioli. Inoltre si rilassano le spalle e la nuca.


Lo Yoga Mudra e le varianti


L’estensione laterale, pārśva yoga mudrā

“Le singole fasi dello scivolare verso il basso sono sempre accompagnate da un processo sottile che può essere identificato con una sensazione quasi paragonabile al morire fisicamente”

Le altre varianti sono molto impegnative, perché il praticante necessita di una grande flessibilità piuttosto libera da tensioni per poter svolgere la seguente forma della posizione del loto legato. 


La posizione del loto legato con inchino


Più facile è il movimento con le braccia all’indietro, partendo da una posizione seduta (a scelta). Le spalle e la nuca rimangono rilassate, mentre le braccia si innalzano fortemente dietro la schiena. Il respiro che scorre con grande calma nelle profondità dona uno straordinario effetto rinforzante.


La variante delle braccia innalzate dietro la schiena


Il seguente movimento è possibile il più delle volte solo con una certa tensione della pelle. Ciononostante si raccomanda attenzione affinchè il respiro fluisca libero come nel letto di un fiume che si apre a un movimento proveniente dall’esterno. 


Lo Yoga Mudra con le mani piegate dietro la schiena


Parole e immagini tratte da Contributi alla nuova volontà

Qualsiasi sia la variante scelta, raggiunta la posizione finale con la testa appoggiata a terra o dove possibile, anche su un appoggio come un cuscino, un mattoncino o una coperta, ci si può concentrare su una lenta e profonda respirazione completa, in particolare sull’espirazione, almeno per qualche minuto. Se non si riesce a mantenere per più di qualche istante si può ripetere l’asana. 
Fisicamente si può mantenere l’attenzione sul dorso, l’addome e il respiro.
Inoltre ci si può concentrare su manipura chakra.

Benefici
Questa è un’eccellente asana per massaggiare gli organi addominali e rimuovere molti disturbi connessi con questa parte del corpo, compresi costipazione e indigestione.
Separa le singole vertebre una dall’altra, permettendo ai nervi spinali, che emergono dagli spazi intervertebrali, di essere gentilmente allungati e tonificati.
Questi nervi connettono l’intero corpo con il cervello, e così il miglioramento del loro tono può avere estesi beneficio sulla salute.
Questa asana è potente per risvegliare  manipura chakra, che si trova nella colonna vertebrale dietro l’ombelico. 
Questo centro è una delle sedi principali di energia in ogni individuo.

Per saperne di più ... Suryanamascara 


Buona pratica
Never give up
Solaika

lunedì 1 agosto 2022

Nadi shodhana pranayama (purificazione dei canali psichici)

Nadi shodhana pranayama (purificazione dei canali psichici)



Sediamoci in una posizione meditativa come padmasana, siddhasana, sukhasana ecc., ma non in vajrasana.
Dovrebbe essere una posizione che possa essere mantenuta comodamente per almeno quindici minuti.
Mettiamo le mani sulle ginocchia, la colonna vertebrale ben dritta, il capo eretto e centrato e rilassiamo tutto il corpo. Chiudiamo gli occhi e mentalmente prepariamo la mente ed il corpo alla pratica che faremo.
Per alcuni minuti siamo consapevoli solo del corpo e del respiro.
Ora iniziamo  la pratica. 
Appoggiamo le punta delle due dita tese tra le sopracciglia. Chiudiamo  la narice destra con il pollice e inspiriamo lentamente con la narice sinistra. Tratteniamo il respiro a polmoni pieni. Chiudiamo la narice sinistra, liberiamo la narice destra ed espiriamo lentamente attraverso quella narice. Tratteniamo il respiro a polmoni vuoti. Inspiriamo lentamente attraverso la narice destra e tratteniamo  il respiro a polmoni pieni. Chiudiamo la narice destra, liberiamo la narice sinistra ed espiriamo lentamente. Tratteniamo il respiro, per qualche istante, a polmoni vuoti. Questo insieme forma un ciclo.
Ripetiamo diversi cicli di seguito. Durante tutto l'esercizio, prestiamo molta attenzione alla sensazione dell'aria sulla mucosa del naso. Questa è la cosa più importante: sentire l'aria che entra ed esce su ogni lato. Durante le ritenzioni, siamo consapevoli dell'aria nei polmoni e nella gabbia toracica.
La mente che si posa sul flusso d’aria che entra e che esce non disperde calma la mente e l’agitazione. Porta forza centratura ed equilibrio interiore!

Benefici
Nadi shodhana è un preludio indispensabile per le pratiche meditative avanzate. Induce calma e tranquillità.Tutti i canali pranici vengono sbloccati.
Il flusso di prana nelle nadi ida e pingala viene reso uguale. La nostra energia vitalizzante, maschile o solare, si equilibra rispetto alla nostra energia calmante e rilassante, femminile o lunare. 
Il sistema sanguigno viene purificato dalle tossine.
Tutto il corpo viene nutrito dall’aumentata quantità di ossigeno e l’anidride carbonica viene espulsa sufficientemente.
Il risultato generale è un grande miglioramento della salute.
Purificando le cellule del cervello, tutti i suoi centri vengono stimolati a lavorare quasi al massimo della loro capacità.
Tutta l’aria stagnante viene rimossa dai polmoni.

Per scrivere queste parole su questa tecnica di respirazione,   comunemente anche  detta “a narici alternate”, ho prima letto un articolo sul numero giugno di Yoga Journal e consultato qualche pagina web (clicca qui


È una respirazione che consiglio vivamente per riequilibrare mente, cuore, anima e energie. Preceduta da alcuni cicli di respirazione sulle due narici separatamente. 

Buona pratica. 
Never Give Up
Solaika





giovedì 28 luglio 2022

Savitri Pranayama



Il Pranayama che vince la paura della morte. 
Sangeeta Laura Biagi ci spiega che la pratica del Pranayama influenza la mente e il corpo e, nella sospensione del respiro a polmoni vuoti, ci aiuta a superare la paura della morte.
In particolare, c'è una pratica adatta per iniziare: Savitri Pranayama.
«"Savitri" vuol dire "vita" ed è anche un nome del Sole», spiega.
«La pratica è: inspiro contando
fino a 6, sospendo fino a 3, espiro
fino a 6, sospendo fino a 3.
Questa respirazione stimola l'attivazione del vago e così s'inizia, pian piano, a non aver paura della sospensione»


YJ GIUGNO 2022




martedì 26 luglio 2022

Drishti




Drishti
Visione oltre il letterale, drishti è uno sguardo concentrato che consente equilibrio e intuizione. Può essere praticato distogliendo l'attenzione dalla stimolazione sensoriale e poi mi fissando delicatamente un punto. La visione
divina, che spesso si dice sia raggiunta da rishi e saggi, è conosciuta come divya-drishti.


Nada Rina Deshpande, ricercatrice, scrittrice
e insegnante di yoga e Mindfulness


YJ GIUGNO 2022

lunedì 25 luglio 2022

Appunti di un seminario “Il movimento oltre il Corpo”

Yoga è movimento del corpo, ma un movimento attento e libero, anzi liberatorio, un movimento oltre il corpo. 
L’essere umano fuori dal tappetino è chiamato continuamente a muoversi nel corpo e nello spazio circostante del mondo, c’è quindi una correlazione tra l’essere umano nel mondo e lo yoga. 
Ma l’essere umano nel proprio modo di muoversi in se stesso e nel mondo è condizionato dalla propria natura e da tutto ciò da cui è circondato. In ogni suo gesto e movimento l’uomo è condizionato e spinto a fare delle scelte, prendere delle decisioni. Non ha piena libertà di azione e movimento, in ogni istante c’è un pensiero  che consapevolmente o nel subconscio lo condiziona e lo spinge a muoversi in un modo piuttosto che in un altro, disconoscendo così il proprio vero se e originale natura. 
Lo yoga invece ci fornisce gli strumenti per svincolarci da questi condizionamenti e liberarci e per ritrovare il nostro vero essere. 
Yoga è un termine molto antico e ormai presente nel nostro dizionario il cui significato è evoluto nel tempo, mantenendo però sempre qualcosa di costante. 
Nasce nel subcontinente indiano , abbondantemente presente nel periodo vedico nel nono, ottavo secolo a.c.
É un termine di uso comune, ma anche citato in testi sacri, i veda, che accompagnano tutta la civiltà indiana da quel periodo in avanti. 
In essi la parola yoga appare quindi sovente, ma in contesto prevalentemente militare.  Anche in ambito civile  come in agricoltura  compare e significa  semplicemente mezzo, metodo. 
È spessissimo associato a verbi di movimento, azioni, strettamente connesse al conseguimento e raggiungimento  di un obiettivo. Per esempio in contesto militare significava unire il carro ai cavalli in modo da stabilire un’unione tra loro e consentire al militare di muoversi per ottenere la vittoria della battaglia.
Anche in agricoltura significava compiere un gesto, unire il carro ai buoi, al fine di raggiungere lo scopo ultimo del sostentamento dell’uomo. 
Questa società era in perenne movimento, era una popolazione che cresceva molto rapidamente, compatibilmente con l’epoca in cui si collocava. 
Nel periodo successivo 6,5 secolo a.c., i testi sono le upanishad, testi successivi ai veda, periodo in cui sta per nascere il buddismo. 
Questi testi si scrivono in un periodo di enorme urbanizzazione,  boom economico e scambio socio culturale quindi non solo economico, ma anche forte scambio di idee e pensieri. Inizia a diffondersi la necessità di ricerca, di iniziare a  capire cosa non va e a porre rimedi per migliorarsi. In fondo i problemi dell’essere umano sono fondamentalmente sempre gli stessi .. il logorio della vita moderna, contestualizzata al periodo, ma comunque sempre gli stessi tipi di problemi che si susseguono nel tempo. Proprio in questo periodo comincia a tessersi quella stessa ragnatela di condizionamenti, presente anche nel nostro tempo, che inizia a delinearsi nella società e nell’interiorità dell’essere umano, con caratteristiche del periodo, ma pur sempre contaminazione del vero io. 
A causa di questa contaminazione, derivante quindi da tempi e società antiche, ogni esperienza, ogni conoscenza, lascia in noi una traccia indelebile, che ci condiziona ogni qual volta dobbiamo fare una scelta, dobbiamo muoverci.  Impedendoci per esempio di approcciarci ad una persona già conosciuta ogni volta come se fossimo al nostro primo incontro. Ogni nostro incontro é condizionato dal nostro vissuto insieme,  così che ogni gesto e intuizione non sono liberi e nuovi, ma frutto di un’esperienza passata riusata nel presente. 
Ciò significa che noi immagazziniamo tutto il vissuto che diventa abitudine e che resta in noi come uno schema che si propone e ripropone e che ci fa muovere attraverso meccanismi automatici.  Come nella peggiore delle esperienze, subire una violenza, lascia un’impronta e un segno così profondi da rendere chi la subisce timoroso e diffidente nei confronti di chiunque per tutto il resto della propria vita. Così ogni esperienza vissuta resta in noi come un’impronta che condiziona ogni nostra scelta e modo di essere e muoversi. 
Ebbene quello che dobbiamo cercare di fare invece è liberarci da questi automatismi, da questi schemi e maccanismi che non ci fanno comprendere bene quale sia la nostra reale natura e specificità. Perché per quante impronte siano tracciate in noi, l’essere umano è sempre riscrivibile o meglio l’uomo è sempre in grado di riadattarsi e ritrovare la propria natura e una propria specificità, così da esprimerla e realizzarla. 
“Siamo come un disco graffiato, nel cui solco la puntina cade e ricade continuamente.Ma possiamo ripulire il disco e riscrivere il nuovo graffio.”
Questa possibilità di riadattarsi però non è così immediata in quanto, quanto più le impronte sono profonde e ben radicate quanto più è difficile uscirne, così come il solco tracciato da un carro nel fango. Sarà sempre più profondo quanto più usato e sempre più difficile sarà uscirne.
In questo contesto lo yoga ci guida nel vedere la complessità di questi discorsi. Il condizionamento dato dai modelli, dalle esperienze e dalle impronte. Cominciando a vederli e cercando di capire quanto ci condizionano, lo yoga ci da i mezzi per spogliarcene e imparare a muoverci anche diversamente nel mondo e nella realtà di tutti i giorni, ed in primis sul tappetino. 
Ma cosa ci può condizionare ? Un evento particolare come  nel caso più estremo una violenza , un evento improvviso, ma anche il continuo condizionamento che tutti i giorni subiamo in ogni cosa della vita.
E come fa la yoga ad aiutarci a liberarci da questi condizionamenti costanti ? Praticando ogni giorno o comunque costantemente, invitandoci ad essere sempre focalizzati sul momento presente e a lasciarci invece alle spalle tutti i condizionamenti derivanti da esperienze pregresse, vecchie, antiche e passate. I condizionamenti dati dalle impronte e dai solchi dei passaggi fatti durante la nostra vita. Essere invece presenti e pertinenti con una visione lucida e consapevole di quel accade nel momento presente nel nostro corpo e nella mente e in quel che ci circonda. 
Concentrandoci sul nostro corpo fisico, con la pratica cerchiamo di raggiungere delle nuove forme per liberarci delle forme vecchie e usuali che ci tengono legati alle impronte del tempo e degli schemi. Il corpo fisico è molto centralizzante e importante poiché  tutti i condizionamenti della mente sono ben radicati in esso e vi si ripercuotono. Pertanto è strategico liberarlo attraverso un movimento che va oltre dal fisico al sottile. 
Vi sono dei testi, che però non vanno solo letti, bensì praticati, che sono gli yoga sutra, che analizzano e approfondiscono questa tematica dell’ abbandono al momento presente e di ogni forma condizionata derivante dal passato o proiettata nel futuro. Yoga sutra 1.2 
Yoga è libertà di movimento, senza nessun attaccamento e finalità, libertà di dissipare le vecchie impronte e i condizionamenti ed essere semplicemente se stessi. 
“essere solo se stessi e nessun altro e niente altro”
Abbandonarsi al momento presente senza forme note, senza passato e futuro, ma solo presente. Costruire sempre nuove forme non per raggiungere nuovi obiettivi o scopi,  ma per abbandonare le vecchie consuetudini, le vecchie e note forme. 
Espandersi fino a sciogliersi e dissolversi nell’aria insieme a tutti i condizionamenti e le impronte, fino a raggiungere quella sensazione di fine pratica dello shavasana. 


Per partecipare al seminario su Nuvola Yoga
 clicca qui

Buona pratica

Solaika 


Meditazione e pranayama So Ham




 
Cerchi la felicità? Coltiva un rapporto migliore con il tuo respiro.
Facciamo circa 20.000 respiri al giorno, e il modo in cui ci relazioniamo a queste inspirazioni ed espirazioni è la chiave per sviluppare la consapevolezza di sé. Il nostro respiro è il veicolo del prana, la forza vitale che anima tutta la realtà. Quando sviluppiamo sensibilità verso il respiro, la nostra pratica, fuori e dentro il tappetino, assume una nuova dimensione.
Molti testi yogici affermano che sia il mantra con cui tutti siamo nati; in ogni caso, la meditazione So Ham e un modo meraviglioso per iniziare il viaggio alla scoperta della magia del tuo respiro.
Prova: siedi in silenzio e diventa consapevole del flusso del tuo respiro. Nota il momento in cui entra ed esce dalle tue narici. Lascia che il respiro diventi calmo e uniforme per 1 minuto. Lascia andare ogni sforzo. Per i prossimi 2 minuti, senti il tuo corpo ricevere la grazia dell'inspirazione e il rilascio dell'espirazione.

Mentre inspiri, senti, ascolta o ripeti mentalmente Soooooo. Mentre espiri, senti, ascolta o ripeti mentalmente Hammmmm. Continua per 2-5 minuti, sentendo il respiro, il suono e l'attenzione diventare un tutt'uno. Termina la pratica con una domanda: 

“Cosa, nella mia vita, espande Il mio prana e sostiene la mia vitalità e gioia? Cosa posso rilasciare che blocca la mia capacitá di provare vitalità e gioia?”



Tracee Stanley, insegnante di yoga e pramayama; autrice di Radiant Rest: Yoga  nidra for Deep Relaxation & Awakened Clarity (Shambala)

YJ GIUGNO 2022

sabato 23 luglio 2022

Virabhadrasana II - Guerriero II




Posizionati sul lato lungo del tappetino e allarga i piedi tenendoli paralleli.

Con un inspiro alza le braccia verso l’alto. Durante l’espiro  estendi le braccia parallele al suolo, i palmi rivolti verso il basso, lo sguardo concentrato sul dito medio della mano sinistra. 
Gira il piede sinistro al fronte del tappetino e piega il ginocchio sinistro, verticale alla caviglia. Se il ginocchio supera la caviglia, allarga ulteriormente i piedi. 
Mantieni la schiena dritta, le spalle rilassate e lontano dalle orecchie e ben girate indietro.
Il bacino é ben rivolto verso la parte destra del tappetino, quanto più possibile. Il busto è ben in linea con le anche. 
Senti il Guerriero, la sua forza e potere, dentro di te. Sentiti fiero come il guerriero. 
Rimani per 10 respiri. 
Con un inspiro solleva le braccia lunghe sopra la testa e girati con il busto verso destra, raddrizzando la gamba sinistra e girando il piede sinistro all’interno. 
Quindi con l’espiro girati dall'altro lato per eseguire la posizione con la gamba destra piegata.
Porta le braccia nuovamente parallele al pavimento, palmi verso il basso. 
Gira il piede destro verso destra e al fronte del mat, affonda la gamba destra e mantieni lo sguardo al dito medio destro. Il piede della gamba dietro deve essere parallelo al lato corto del tappetino. 
Mantieni nuovamente per 10 respirazioni e sii fiero come il guerriero. 

Garudasana - l’aquila




Posizionati all’inizio del tappetino in piedi.
Guarda un punto fisso di fronte a te. 

Il simbolismo e il mito di Garudasana

Espirando, piega le ginocchia, quindi appoggia delicatamente il peso del corpo sulla gamba sinistra e avvolgi la gamba destra sulla sinistra.
Se necessario, appoggia a terra la punta del piede destro. 
Allunga le braccia di fronte a te e incrocia il braccio sinistro sul braccio destro, o passa il braccio destro sotto il sinistro e incrociali. Porta le mani verso l’alto al tuo volto piegando le braccia  e se possibile, porta le mani  in posizione di preghiera. 
Quindi spingi le mani verso l’alto quanto puoi e cerca di mantenere la schiena dritta, quindi piegati dal bacino verso in avanti quanto puoi.
Mantieni la posizione per qualche ciclo di respirazione completa.
Per uscire dalla posizione, disincrocia le braccia, poi le gambe e su un inspiro raddrizzati. 
Esegui sull'altro lato.



I benefici di Garudasana

  • Sviluppa equilibrio psicofisico
  • Aumenta i livelli di concentrazione
  • Rinforza i muscoli delle gambe
  • Sviluppa la mobilità delle spalle
  • Stimola Muladhara Chakra e Ajna Chakra

Controindicazioni

Da evitare in caso di disturbi o problemi alle ginocchia, alle caviglie e alle anche. Durante il ciclo mestruale, soprattutto in caso di flusso abbondante, è meglio non eseguirla.


Il simbolismo e il mito di Garudasana


Garudasana è una posizione di equilibrio, asimmetrica, che si esegue in piedi. È una postura che, all’inizio, può creare difficoltà, proprio perché bisogna praticarla con grande concentrazione e presenza mentale. Per questo rappresenta un’asana che permette di rafforzare l’equilibrio psicofisico. Il suo nome è strettamente collegato alla mitologia induista. Garuda significa “aquila”, ma viene anche tradotto come “re degli uccelli” ed è proprio questo significato che si rifà al mito indiano connesso a Garudasana.

Il nome di quest’asana si basa sul re degli uccelli, chiamato Garuda, che viene cavalcato dal dio Vishnu. Garuda è un mitico animale, metà uomo e metà uccello: la testa, la coda e le ali sono quelle di un’aquila, mentre il corpo dorato e le gambe sono quelle di un uomo. Secondo il mito, Garuda è il nemico dei serpenti. Un disprezzo che ereditò da sua madre Vinata, poiché ella in passato aveva avuto un feroce diverbio con sua sorella Kadru, la madre dei serpenti (Naga). Per liberare sua madre dalla presa di Kadru, Garuda rubò l’Amrita, il nettare dell’immortalità, agli dèi. Garuda è simbolo di forza, coraggio, perseveranza e perspicacia.

martedì 24 maggio 2022

Kirtan Kriya

Potremmo definire il Kirtan Kriya come

"L'azione concreta che attraverso la ripetizione dei cinque suoni primordiali nella loro specifica forma musicale, richiede l'originaria vibrazione atomica dell'universo all'essere umano, affinché il suo senso di separazione dall'infinito possa trasformarsi in unione."

Il Kirtan Kriya è un kriya classico del Kundalini Yoga che  porta ad un totale  equilibrio e rilassamento mentale, attraverso l'unione della meditazione, di un mudra, di una particolare visualizzazione

 e della vibrazione del  Panji Sahbad , ovvero il Sa Ta Na Ma.

L'unione di questi elementi rende questa pratica  una delle tre meditazioni più importanti del Kundalini Yoga che da sola é un kriya completo dagli effetti 

molto positivi su diverse aree del cervello. Porta un equilibrio totale nella psiche individuale, rendendo la mente fortemente stabile e aiuta a risolvere ogni tipo di problema emotivo.

Con la proiezione del suono e l'ingresso di un flusso energetico in noi  a "L", si attua una profonda pulizia del subconscio e quindi si ha un'opportunità di liberazione da altri schemi, emozioni irrisolte ed altro ancora. Con il movimento delle dita si stimolano le polarità di base dell'energia, con un effetto di riequilibrio e rafforzamento del campo energetico e del sistema immunitario. 

Il Sa Ta Na Ma é il mantra del   cambiamento, che traccia il ciclo di vita completo di ogni essere vivente, il ciclo cosmico della vita. P

anji vuol dire5, Shabad significatagliare.  Infatti il ​​​​​​​​​​​​​​​​​​​suono si trasforma 
vecchi sistemi mentali a favore della consapevolezza e della realizzazione del proprio destino.        
I 5 suoni originari "S","T","N","M","A" combinati insieme tra loro formano le 4 sillabe Sa Ta Na Ma, come  risultato della combinazione dei suoni primari

SA infinito
TA vita
NA morte
MA rinascita o trasformazione
Sa Ta Na Ma è la forma lunga del Bij mantra Sat Nam , la Vera Identità . 

I suoni primari sono il mezzo per interrompere il flusso del vociare interiore che ostacola la nostra consapevolezza. La ripetizione di questo mantra crea equilibrio mentale e un'aura fortemente luminosa.

Ad ogni sillaba immaginiamo e visualizziamo  il flusso di energia nel “cordoncino d'oro” (il collegamento tra la ghiandola pineale e la pituitaria) a forma di “L”.

Il vibrato delle lettere “S”, “T”, “N” e “M” coincide con l'ingresso dell'energia dalla cima della testa che si muove nel vibrato della “A” in giù e fuori attraverso il punto fra le sopracciglia , il terzo occhio, dove manteniamo il focus dei nostri occhi durante tutta la meditazione, proiettandoci  verso l'infinito.

Le posizioni delle mani possono essere svariate, ma si può semplicemente iniziare con le mani sulle ginocchia in Gyan Mudra

Quindi al vibrato di ognuna delle sillabe del mantra, cominciamo a muovere le dita in successione, in particolare il pollice toccare con il suo polpastrello la punta di ogni altro dito esercitando una ferma pressione. Con il  Sa si tocca l'indice, il Ta il medio, il Na l'anulare, il Ma il mignolo e si ricomincia la sequenza nello stesso ordine. 

Oltre a migliorare la concentrazione, questa tecnica stimola anche la punta delle dita, le zone di riflesso del vertice del capo. Inoltre ogni dito ha la propria particolare energia.  L'indice, essendo il dito di Giove, è collegato alla saggezza. Il medio, invece come dito di Saturno, ha a che vedere con la disciplina. L'anulare è il dito del Sole e governa la forza vitale. Il mignolo, essendo il dito di Mercurio, è collegato alla comunicazione. Il pollice sta per l'io, l'ego. 

Oltre a questo molti meridiani o Nadi, alcuni dei quali si dirigono verso il cervello, terminano nelle punta delle dita. Queste vengono spesso usate nello yoga Kundalini per canalizzare l'energia.

Questo ciclo ripetuto è anche detto  ciclo infinito dell'Anima. 

  • SA: pollice e indice
  • TA: pollice e medio
  • NA: pollice e anulare
  • MA: pollice e mignolo

Con un significato più ampio del  Sa Ta Na Ma

  • SA è l'infinito, la totalità di tutto ciò che è sempre stato e sempre sarà
  • TA è l'esistenza che si manifesta dall'infinito
  • NA è il cambiamento della coscienza
  • MA è la rinascita

Ogni sua ripetizione richiede dai 3 ai 4 secondi.  Q uesto è il ciclo della creazione, dall'infinito viene la vita e l'esistenza individuale, dalla vita deriva la morte o il cambiamento, da lla morte deriva la rinascita della coscienza alla gioia dell'Infinito , attraverso la quale la compassione riconduce alla vita ed ecco qui di nuovo l'inizio del ciclo cosmico della vita. 


Il Mantra è recitato  nei  tre linguaggi di consapevolezza  :

    • Umano : voce normale 
    • Amorevole : sussurrato 
    • Divino : Silenzioso 

    nelle cinque fasi

    • con voce normale
    • sussurrato
    • mentalmente, in silenzio
    • sussurrato
    • di nuovo con voce normale

    Ognuna di queste fasi può durare da uno a cinque minuti, ma quella centrale ha sempre la durata uguale al doppio delle altre :

    • un minuto ad alta voce
    • un minuto sussurrato
    • due minuti in silenzio
    • un minuto bisbigliato
    • un minuto ad alta voce

    oppure 

    due-due-quattro-due-due

    oppure

    cinque-cinque-dieci-cinque-cinque


    per durate complessive da 5 minuti a 12, fino a 30 minuti per una pratica avanzata.


    Gli effetti di meditazione sono notevoli, lavora sulla mente, il Triangolo Superiore dei Chakra , il regno delle energie sottili. 
    Attraverso la visualizzazione a "L", stimola la ghiandola Pituitaria e Pineale, protegge e guida il processo di trasformazione degli schemi mentali e crea nuovi percorsi neuronali.

    Regola il nostro flusso esistenziale equilibrando i 5 elementi (il cui disequilibrio porta “virus” mentali come orgoglio, perversioni, rabbia, attaccamento, superbia) e pulendo la “ Linea d'arco ” che è il risultato dell'attività mentale. Tutto ciò che proiettiamo in modo conscio ed inconscio crea un campo di forza intorno a noi che attira o respinge situazioni.  

    In altre parole, sincronizza mente e anima, così che tutte le nostre esperienze servano il Sé superiore, la Vera Essenza.  


    Nelle mie ricerche ritrovato l'argomento  Kirtan Kriya citato in un sito particolare, cosa che mi ha fatto molto riflettere.
    Il sito parla di una malattia neurologica degenerativa molto presente nella nostra società, l'Alzheimer e ne parla in questi termini

    "La Kirtan Kriya è una pratica yoga antica che comporta la combinazione di respiro focalizzato, canto o salmodia (e sussurro), movimenti delle dita (chiamati 'mudra') e visualizzazione.  Per risvegliarlo correttamente, si attiva o attivano tutti i sensi, risvegliando il cervello e ringiovanendo l'energia."

    In queste parole su questo sito  ritrovo proprio l'idea che mi sono ormai fatta della pratica del Kundalini Yoga, unione tra tecniche di rilassamento, equilibrio e vere e proprie terapie in grado di apportare benefici fisici e psicofisici. Sicuramente la medicina e la scienza vengono prima di qualsiasi altra tecnica, ma perchè non affidarci anche discipline di questo tipo in parallelo ? Maschio non possiamo certo farci e di bisogno di aiuto ce n'è sempre in continuazione.


    Concludendo, per praticare il Kirtan Kriya possiamo prima di tutto centrarci e aprire la nostra meditazione con un momento di raccoglimento, la recita del mantra di apertura e del secondo mantra di protezione, come per facciamo prima di qualsiasi altra pratica di Kundalini.

    Dopo qualche momento di riscaldamento possiamo posizionarci  in posizione facile, con le mani in gyan mudra sulle ginocchia. 
    focalizziamo il occhio e cominciamo a vibrare il mantra Sa Quindi Na Ma (a me viene bene durante un'espirazione di 3/4 secondi, ma non vi sono indicazioni di terzo secondo). 
    Durante il vibrato di ogni sillaba muoviamo la punta dei pollici verso la punta delle altre dita, dall'indice al mignolo e di nuovo da capo. 
    Cominciamo con 2 minuti a voce alta, quindi 2 minuti sussurrando il mantra, 4 minuti in silenzio, ripetendolo mentre nella nostra, quindi di nuovo 2 sussurrati e 2 a voce alta. 

    Concluso questo ciclo in spiriamo profondamente, tratteniamo l'aria dentro il più a lungo possibile e poi espiriamo.
    Allunghiamo le braccia in alto allargando bene le dita, allungando la colonna vertebrale e facendo alcuni respiri profondi.




    Per una descrizione ufficiale possiamo visitare il sito ufficiale "Library of Teachings" 

    Di seguito una serie di URL di riferimento da cui ho tratto approfondimento


    Yoga Shakti Piombino


    Le vie del Dharma


    Infine alcuni video Youtube con il vibrato del mantra per eseguire la meditazione completa di 12 minuti (2-2-4-2-2)


    Sa Ta Na Ma 


    Kirtan Kriya



    Buona pratica 

    Never Give Up

    Solaika