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domenica 7 agosto 2022

Sitali Pranayama il respiro rinfrescante

In questi giorni di grande caldo si può praticare questo pranayama, utilizzando questo tipo di respiro che è rinfrescante.

Anzitutto sediamo in posizione facile (a gambe incrociate e schiena dritta) in sukhasana, oppure in  padmasana, oppure semplicemente su una sedia con i piedi a terra (non accavallare le gambe).

Arrotoliamo la lingua come una “U”, con la punta appena fuori dalle labbra.

Inspiriamo profondamente attraverso la lingua arrotolata, poi ritiriamo la lingua, chiudamo le labbra ed espiriamo  attraverso il naso.

Se non riusciamo ad arrotolare la lingua (è una questione genetica, non facciamone un cruccio!) possiamo praticare Sitkari Pranyama, una respirazione molto simile,  nella quale andiamo a sorridere mostrando i denti e inspiriamo attraverso essi, chiudiamo poi la bocca ed espiriamo dal naso.


Possiamo iniziare con 9 cicli e poi proseguire con 15 fino ad arrivare a 26 cicli al mattino e altrettanti alla sera.

108 ripetizioni sono una meditazione profonda (possiamo aiutarci con un mala per contare) e un potente guaritore per il corpo, inoltre aiuta il sistema digestivo. 

Per finire, inspiriamo dalla bocca, ritiriamo la lingua dentro e rimaniamo in apnea per qualche secondo, poi espiriamo dal naso.

Questa respirazione è perfetta dopo le classi intense di Vinyasa Yoga, per abbassare la temperatura. Puó avere un effetto rinfrescante e disintossicante ed è spesso usata per abbassare la febbre. È invece sconsigliata quando c’è freddo.

benefici di questa tecnica sono molteplici:

– Rinfresca il corpo
– Calma la mente 
– Riequilibra il prana
– Porta chiarezza e tranquillità mentale (possiamo eseguirla anche prima di dormire)
– Aumenta il controllo degli stimoli della fame e della sete

Questo pranayama dà potere, forza e vitalità.

Per ulteriori approfondimenti cliccare su  Sitali Pranayama il respiro rinfrescante

Buona pratica
Never give  up
Solaika


venerdì 5 agosto 2022

Yoga Mudra


Sono partita da questa descrizione piuttosto semplificata di questa asana sul numero di giugno 2022 di Yoga Journal

“In posizione seduta, a gambe incrociate; inspira, mani sulle ginocchia. Espira piegandoti in avanti. Rimani nella posizione, concentrandoti bene sul respiro e soprattutto sull'espirazione, accentuandola profondamente. Rimani nella posizione il più a lungo possibile finché ti senti a tuo agio” 

Poi girovagando in rete mi sono accorta che l’asana è molto di più e che in una delle sue varianti è anche una delle pose di chiusura delle sequenze di Ashtanga









Nella classica posizione “Yoga Mudra” il capo, la nuca e il busto sono molto sciolti. Mentre la base stabile è creata dalla posizione del loto, padmasana, il busto si inchina in avanti verso la terra. Senza tensioni e privo di forzature il corpo si dona al destino terrestre. Disinteresse e scioltezza si manifestano attraverso l’inchino rilassato.


La posizione del loto stabile e il busto rilassato


Più il praticante riesce a lasciar andare tutto il tronco, più il respiro riesce a riempire gli spazi polmonari. L’inchino se eseguito in completa scioltezza  fisica prepara i polmoni ad accogliere il respiro. Mentre il corpo scivola in modo rilassato verso la terra, la mente rimane con la massima attenzione, osservazione e percezione di fronte alle singole fasi dell’esercizio.


Lo Yoga Mudra risulta più facile con la posizione sui talloni ( vajrasana )

 “L’inchino consapevole promuove una coscienza crescente di sensitività e di percezione intensa. Ogni forma e scioltezza fisica permettono che le percezioni sensoriali e i pensieri si vivacizzino”

L’ampia estensione delle braccia supporta l’inchino verso la terra


Durante l’inchino, i polmoni si liberano in modo crescente dai carichi, di modo che il respiro si muove più liberamente. I polmoni diventano come il letto di un fiume per un movimento dell’aria, aprendosi tramite la calma in modo limpido e sovrano fino alle cellule più piccole. Il respiro diventa profondo senza appesantirsi. Lo Yoga Mudra è un esercizio, tra i più straordinari, per rigenerare la pleura, il tratto respiratorio, i muscoli fra le costole, il diaframma, i bronchi e i bronchioli. Inoltre si rilassano le spalle e la nuca.


Lo Yoga Mudra e le varianti


L’estensione laterale, pārśva yoga mudrā

“Le singole fasi dello scivolare verso il basso sono sempre accompagnate da un processo sottile che può essere identificato con una sensazione quasi paragonabile al morire fisicamente”

Le altre varianti sono molto impegnative, perché il praticante necessita di una grande flessibilità piuttosto libera da tensioni per poter svolgere la seguente forma della posizione del loto legato. 


La posizione del loto legato con inchino


Più facile è il movimento con le braccia all’indietro, partendo da una posizione seduta (a scelta). Le spalle e la nuca rimangono rilassate, mentre le braccia si innalzano fortemente dietro la schiena. Il respiro che scorre con grande calma nelle profondità dona uno straordinario effetto rinforzante.


La variante delle braccia innalzate dietro la schiena


Il seguente movimento è possibile il più delle volte solo con una certa tensione della pelle. Ciononostante si raccomanda attenzione affinchè il respiro fluisca libero come nel letto di un fiume che si apre a un movimento proveniente dall’esterno. 


Lo Yoga Mudra con le mani piegate dietro la schiena


Parole e immagini tratte da Contributi alla nuova volontà

Qualsiasi sia la variante scelta, raggiunta la posizione finale con la testa appoggiata a terra o dove possibile, anche su un appoggio come un cuscino, un mattoncino o una coperta, ci si può concentrare su una lenta e profonda respirazione completa, in particolare sull’espirazione, almeno per qualche minuto. Se non si riesce a mantenere per più di qualche istante si può ripetere l’asana. 
Fisicamente si può mantenere l’attenzione sul dorso, l’addome e il respiro.
Inoltre ci si può concentrare su manipura chakra.

Benefici
Questa è un’eccellente asana per massaggiare gli organi addominali e rimuovere molti disturbi connessi con questa parte del corpo, compresi costipazione e indigestione.
Separa le singole vertebre una dall’altra, permettendo ai nervi spinali, che emergono dagli spazi intervertebrali, di essere gentilmente allungati e tonificati.
Questi nervi connettono l’intero corpo con il cervello, e così il miglioramento del loro tono può avere estesi beneficio sulla salute.
Questa asana è potente per risvegliare  manipura chakra, che si trova nella colonna vertebrale dietro l’ombelico. 
Questo centro è una delle sedi principali di energia in ogni individuo.

Per saperne di più ... Suryanamascara 


Buona pratica
Never give up
Solaika

lunedì 1 agosto 2022

Nadi shodhana pranayama (purificazione dei canali psichici)

Nadi shodhana pranayama (purificazione dei canali psichici)



Sediamoci in una posizione meditativa come padmasana, siddhasana, sukhasana ecc., ma non in vajrasana.
Dovrebbe essere una posizione che possa essere mantenuta comodamente per almeno quindici minuti.
Mettiamo le mani sulle ginocchia, la colonna vertebrale ben dritta, il capo eretto e centrato e rilassiamo tutto il corpo. Chiudiamo gli occhi e mentalmente prepariamo la mente ed il corpo alla pratica che faremo.
Per alcuni minuti siamo consapevoli solo del corpo e del respiro.
Ora iniziamo  la pratica. 
Appoggiamo le punta delle due dita tese tra le sopracciglia. Chiudiamo  la narice destra con il pollice e inspiriamo lentamente con la narice sinistra. Tratteniamo il respiro a polmoni pieni. Chiudiamo la narice sinistra, liberiamo la narice destra ed espiriamo lentamente attraverso quella narice. Tratteniamo il respiro a polmoni vuoti. Inspiriamo lentamente attraverso la narice destra e tratteniamo  il respiro a polmoni pieni. Chiudiamo la narice destra, liberiamo la narice sinistra ed espiriamo lentamente. Tratteniamo il respiro, per qualche istante, a polmoni vuoti. Questo insieme forma un ciclo.
Ripetiamo diversi cicli di seguito. Durante tutto l'esercizio, prestiamo molta attenzione alla sensazione dell'aria sulla mucosa del naso. Questa è la cosa più importante: sentire l'aria che entra ed esce su ogni lato. Durante le ritenzioni, siamo consapevoli dell'aria nei polmoni e nella gabbia toracica.
La mente che si posa sul flusso d’aria che entra e che esce non disperde calma la mente e l’agitazione. Porta forza centratura ed equilibrio interiore!

Benefici
Nadi shodhana è un preludio indispensabile per le pratiche meditative avanzate. Induce calma e tranquillità.Tutti i canali pranici vengono sbloccati.
Il flusso di prana nelle nadi ida e pingala viene reso uguale. La nostra energia vitalizzante, maschile o solare, si equilibra rispetto alla nostra energia calmante e rilassante, femminile o lunare. 
Il sistema sanguigno viene purificato dalle tossine.
Tutto il corpo viene nutrito dall’aumentata quantità di ossigeno e l’anidride carbonica viene espulsa sufficientemente.
Il risultato generale è un grande miglioramento della salute.
Purificando le cellule del cervello, tutti i suoi centri vengono stimolati a lavorare quasi al massimo della loro capacità.
Tutta l’aria stagnante viene rimossa dai polmoni.

Per scrivere queste parole su questa tecnica di respirazione,   comunemente anche  detta “a narici alternate”, ho prima letto un articolo sul numero giugno di Yoga Journal e consultato qualche pagina web (clicca qui


È una respirazione che consiglio vivamente per riequilibrare mente, cuore, anima e energie. Preceduta da alcuni cicli di respirazione sulle due narici separatamente. 

Buona pratica. 
Never Give Up
Solaika





giovedì 28 luglio 2022

Savitri Pranayama



Il Pranayama che vince la paura della morte. 
Sangeeta Laura Biagi ci spiega che la pratica del Pranayama influenza la mente e il corpo e, nella sospensione del respiro a polmoni vuoti, ci aiuta a superare la paura della morte.
In particolare, c'è una pratica adatta per iniziare: Savitri Pranayama.
«"Savitri" vuol dire "vita" ed è anche un nome del Sole», spiega.
«La pratica è: inspiro contando
fino a 6, sospendo fino a 3, espiro
fino a 6, sospendo fino a 3.
Questa respirazione stimola l'attivazione del vago e così s'inizia, pian piano, a non aver paura della sospensione»


YJ GIUGNO 2022




lunedì 25 luglio 2022

Meditazione e pranayama So Ham




 
Cerchi la felicità? Coltiva un rapporto migliore con il tuo respiro.
Facciamo circa 20.000 respiri al giorno, e il modo in cui ci relazioniamo a queste inspirazioni ed espirazioni è la chiave per sviluppare la consapevolezza di sé. Il nostro respiro è il veicolo del prana, la forza vitale che anima tutta la realtà. Quando sviluppiamo sensibilità verso il respiro, la nostra pratica, fuori e dentro il tappetino, assume una nuova dimensione.
Molti testi yogici affermano che sia il mantra con cui tutti siamo nati; in ogni caso, la meditazione So Ham e un modo meraviglioso per iniziare il viaggio alla scoperta della magia del tuo respiro.
Prova: siedi in silenzio e diventa consapevole del flusso del tuo respiro. Nota il momento in cui entra ed esce dalle tue narici. Lascia che il respiro diventi calmo e uniforme per 1 minuto. Lascia andare ogni sforzo. Per i prossimi 2 minuti, senti il tuo corpo ricevere la grazia dell'inspirazione e il rilascio dell'espirazione.

Mentre inspiri, senti, ascolta o ripeti mentalmente Soooooo. Mentre espiri, senti, ascolta o ripeti mentalmente Hammmmm. Continua per 2-5 minuti, sentendo il respiro, il suono e l'attenzione diventare un tutt'uno. Termina la pratica con una domanda: 

“Cosa, nella mia vita, espande Il mio prana e sostiene la mia vitalità e gioia? Cosa posso rilasciare che blocca la mia capacitá di provare vitalità e gioia?”



Tracee Stanley, insegnante di yoga e pramayama; autrice di Radiant Rest: Yoga  nidra for Deep Relaxation & Awakened Clarity (Shambala)

YJ GIUGNO 2022

domenica 15 maggio 2022

Adi mantra


Ong Namo Guru Dev Namo (Adi Mantra) é il mantra di apertura di ogni pratica di Kundalini yoga. 

Si può vibrare prima di un kriya completo o prima di una sessione di meditazione, ogni qual volta é necessario per noi o si sente il bisogno di prendersi qualche momento di centratura, di raccoglimento per entrare in contatto con noi stessi.



Il nome del mantra Ong Namo Guru Dev Namo deriva dalla lingua sanscrita e può essere tradotto come “mi inchino all’energia creativa, mi inchino all’infinita coscienza che è dentro di me.”

Grazie ad Adi Mantra possiamo metterci in comunicazione sia con il nostro divino interiore sia con l’energia e la protezione degli antenati insegnanti che confluisce in noi durante la pratica. 


Infatti vibrando questo mantra correttamente e con consapevolezza, il praticante si inchina al suo Sé più elevato, la fonte di ogni guida, si ricollega alla Catena d’Oro da cui provengono gli Insegnamenti e apre un collegamento protettivo tra se stesso e il maestro divino interiore.


“La Catena d’Oro è un modo per descrivere il legame energetico che esiste tra un insegnante, il suo insegnante, l’insegnante del suo insegnante e così via a ritroso nel tempo. Quando un insegnante di Kundalini Yoga insegna, la prima cosa che fa è connettersi alla Catena d’Oro e invitare la saggezza di tutti gli insegnanti a insegnare attraverso sé”


Il mantra Ong Namo Guru Dev Namo si recita in un solo respiro e si deve cercare di estendere il suono al più a lungo possibile.


La prima “o” della parola Ong (“Oooooooong”) si pronuncia  cercando di mantenere il suono nasale e la bocca aperta. In questo modo le vibrazioni si propagheranno meglio dentro di noi.

L’Adi Mantra si recita per tre volte. La prima serve per portare la vibrazione del mantra nelle varie parti del nostro corpo, la seconda per lasciar fluire la vibrazione dentro di noi e la terza per connetterci al nostro Io Superiore.


Il mantra si può vibrare prima di ogni pratica per 


  • prepararci alla pratica del Kundalini Yoga
  • prendere coscienza del momento che stiamo per vivere
  • creare uno spazio sacro fuori e dentro di noi
  • calmare la mente
  • mantenere il nostro ego lontano dalla pratica
  • connetterci all’energia infinita
  • aumentare la nostra ricezione.


Prima di vibrarlo ci posizioniamo in posizione facile, in Sukasana con le gambe posizionate in loto, mezzo loto o semplicemente incrociate. 

Cominciamo con qualche respirazione completa, quindi un inspiro profondo per iniziare.

Durante la vibrazione del mantra focalizziamo il punto tra le sopracciglia, il nostro terzo occhio, e vibriamo profondamente fino a sentire il vibrato dentro di noi, nella nostra mente e nel cuore. 

Se siamo un gruppo cerchiamo di allinearci ai ritmi e ai tempi del nostro maestro guida. Se tutti lo faremo il risultato sarà una sola voce e uno scambio di energia complessiva. 

Se non ci ricordiamo le parole o non conosciamo il loro significato, non importerà. Ascoltiamole e arriveranno ugualmente dentro di noi portando la loro energia e i loro effetti benefici. 


All’ Adi mantra seguirà il secondo mantra di apertura che è un mantra di protezione. Ci aiuterà a stare bene e a proteggerci da qualsiasi brutto evento. 

In seguito la nostra pratica potrà cominciare. 


Ecco qualche link di approfondimento. 

Yoga Accademy

Yoga Jap

Sakti yoga


Buona pratica 

Never give up

Solaika

Dhyani mudra


Questo mudra mi ricorda tanto una persona della mia infanzia. Lo sento proprio famigliare e mi viene spontaneo. 


  



Il termine Dhyani Mudra deriva dal sanscrito: Dhyani significa “meditazione” mentre Mudra significa “gesto” o “sigillo”. Per questo, Dhyani Mudra viene chiamato anche il gesto o il sigillo della meditazione. 

Come tutti i mudra, anche Dhyani Mudra controlla l’energia del corpo. È legato alla respirazione e ai chakra e la sua pratica costante può aiutarci ad equilibrare i nostri chakra riequilibrando anche il nostro corpo e la nostra mente. 

La forma delle mani indica una ciotola o un calice, simbolo della libertà e del vuoto da riempire con una nuova consapevolezza e di tutto ciò di cui abbiamo bisogno per intraprendere il nostro cammino spirituale. 

La posizione delle mani in grembo, inoltre, avvicina Dhyani Mudra al Chakra sacrale, il secondo Chakra, agendo sul suo riequilibrio.  
Il calice che formiamo in grembo durante le meditazione sembrerà davvero riempirsi. Di cosa ? Di qualsiasi cosa tu voglia riempirlo. Si riempirà di energia, di calore, di leggerezza, di amore e lo sentirai veramente , sentirai l’energia crescere nelle tue mani.

Per praticare questo mudra si appoggiano le mani sul grembo con i palmi rivolti verso l’alto. Il dorso della mano sinistra si  appoggia su il palmo della mano destra, i pollici si toccano leggermente.

  • Appoggia le tue mani sul tuo grembo con i palmi rivolti verso l’alto
  • Appoggia il dorso della mano sinistra sul palmo della mano destra e inarca le mani come a formare una ciotola
  • Appoggia leggermente i pollici tra loro.


Questo è Dhyani Mudra. Mantienilo per tutta la durata della tua meditazione così da moltiplicarne gli effetti benefici. Più le mani sono concave e più spazio avrai per riempirle di nuova energia.

É un  mudra estremamente rilassante, non ti stancherai mai di mantenerlo e non vorrai scioglierlo mai. Ti accompagnerà verso il tuo stato meditativo. Ti sembrerà di essere completamente assorta nel tuo momento presente come avvolta da una dolce coccola.



Never Give Up
Solaika


venerdì 29 aprile 2022

Respiro di fuoco

“Cinque, dieci minuti di Respiro di Fuoco è tutto ciò che serve... Se fate il Respiro di Fuoco, questo purificherà i polmoni e li renderà forti. hai una buona ossigenazione del sangue, e sarai giovani e sani a lungo. Se lo fate da 5 a 15 minuti ogni giorno, è il modo migliore per mantenere il sangue purificato, cosa accada. Si tratta di un sistema diretto di depurazione del sangue.

                       (Yogi Bhajan)


La pratica del Respiro di Fuoco ha diversi e notevoli benefici. E' un tipo di respirazione che favorisce una forte ricarica energetica. Inoltre, riattivando l'elemento fuoco mette in moto un processo di purificazione, che “brucia” le tossine del corpo fisico, ma non solo, aiuta anche a “ripulirsi” energeticamente e psicologicamente.

Inoltre 

  • Elimina tossine e scorie dall'organismo.
  • Risveglia e riattiva il diaframma, aumentando la capacità polmonare e la forza vitale.
  • Rinforza il sistema nervoso  e rende più resistenti allo stress.
  • Equilibra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico.
  • Rinforza il chakra dell'ombelico e tutti gli organi digestivi.
  • Aumenta la resistenza fisica.
  • Potenzia la trasmissione di  ossigeno al cervello , favorendo uno stato mentale concentrato, neutro e intelligente.
  • Riduce gli impulsi verso le dipendenze da fumo, droghe, alcool

Ricercando informazioni su questa pratica ho avuto modo di leggere frasi molto particolari tipo

"Il punto dell'ombelico è il punto più attivo di tutto il corpo. Questo  è quello che dicono le Scritture. L'essere umano cresce (nel grembo materno), senza il respi ro (perché il prama viene dalla madre) grazie all' ombelico.  In quella fase l'unica energia  che c'è è nel punto dell'ombelico. Ecco perché stimoliamo l'ombelico.E' in grado di veicolare  energia vitale”

"Ogni volta che c'è stress, si consuma più ossigeno. Se fate il Respiro di Fuoco ogni giorno,  non sarete ostacolati dalla mancanza di ossigeno"'.


Come si pratica il Respiro di Fuoco

  • Ci sediamo in posizione facile, o un'altra posizione meditativa che troviamo comoda.
  • Portiamo le mani al petto nel mudra della preghiera  
  • Facciamo qualche respiro completo e profondo per centrarci
  • Apriamo la nostra  pratica con i mantra della tradizione del Kundalini Yoga
  • Socchiudiamo gli occhi di 9/10 oppure chidiamogli, come ci sentiamo meglio in questo momento,  rivolgiamoci al punto tra le sopracciglia, il terzo occhio
  • Focalizziamoci sull'espirazione: espiriamo rapidamente dal naso, spingendo la zona diaframmatica (ovvero la zona dall'ombelico in su) indietro e in alto verso la colonna vertebrale, facendo fuoriuscire tutta l'aria dai polmoni
  • Successivamente ispiriamo rilassando semplicemente la zona appena contratta: di riflesso la pancia andrà “in fuori”
  • Non facciamo pausa tra l'espiro e l'inspiro: il ritmo è veloce con circa 2 o 3 respiri al secondo e la durata dell'espiro è uguale a quella dell'inspiro
  • Possiamo praticare il respiro di fuoco da 1 a 3 minuti
  • Per chiudere, inspiriamo profondamente dal naso, tratteniamo il respiro per 10 secondi, espiriamo sempre dal naso e  rilasciamo
  • Rimaniamo nella posizione meditativa  per terminare, portiamo le mani in Gyan Mudra sulle ginocchia, con le braccia stese ei palmi in avanti. Rimaniamo in o sservazione del flusso spontaneo del nostro respiro per qualche minuto, senza cercare di modificarlo, sentendo quel che sentiamo, cercando di capire se qualcosa è cambiato, ma senza giudizio
  • Inspiriamo profondamente, espiriamo
  • Al termine della nostra pratica di Respiro di Fuoco, chiudiamo recitando mantra di chiusura


Come visto il Respiro di Fuoco può essere già di per se una pratica completa, un vero e proprio Kriya a se stante.

Sovente però viene praticato durante meditazioni o Kriya più complessi.

Si consiglia di non praticare il Respiro di fuoco in caso di gravidanza o nei primi giorni del ciclo mestruale.

C'è una versione ancora più rinvigorente di pranyama nel quale si utilizza il respiro di fuoco solo nella narice destra. Facendo unione di energia solare, di cui ci si ricarica respirando attraverso la narice destra, e il flusso energetico prodotto dal Respiro di Fuoco attraverso il movimento dell'ombelico, il risultato è una forza !

Questo tipo di pranayama non esiste solo pratica del Kundalini Yoga,  ma anche nell'Hata Yoga, con il nome di Kapalabhati. È una tecnica di respiro molto antica dell'Hatha Yoga che purifica la parte frontale del cervello. I benefici sono apprezzati allo stesso modo anche pratica dell'Hata Yoga , per generare energia nella mente e nel corpo, aprendone tutti i centri energetici, per aumentare il livello di concentrazione, aumentare i livelli di ossigeno nel corpo e purificarne i polmoni. 

Nella pratica dell'Hata la guida in se è analoga a quella del Kundalini. Di  solito  Kapalabhati  viene praticato dopo le Asana o immediatamente prima delle tecniche di meditazione e concentrazione. Inoltre può essere pratico in qualsiasi momento della giornata purchè a vuoto vuoto.


La mia esperienza? Pratico sicuramente di più i l Respiro Fuoco, durante le mie esperienze di Kundalini Yoga, qualche volta mi è capitato di praticare  Kapalabhati durante qualche sessione particolare di meditazione associata a pranayama.

Personalmente mi piace praticare questo pranayama con un bel respiro potente e sonoro, per quanto mi è possibile, è veramente energizzante, rinvigorente. Innalza l'umore e ossigena veramente, almeno io mi sento ossigenata, soprattutto a livello della zona cranica.

Un buon proposito sarebbe quello di praticarlo ogni giorno per qualche minuto, visti i notevoli benefici che porta in noi.

Personalmente finora sono sempre stata molto pigra e non ho messo in pratica questo proposito sovente, ma qualche volta mi è capitato di farlo.

E' consigliato farlo al mattino , quando capita di svegliarsi sotto tono, o non ci si sente proprio in gran forma, per migliorare il proprio umore e dare una partenza alla differenza nostra giornata, che diversamente sarebbe fiacca, pesante e difficile da affrontare.



Per scrivere questo mio testo mi sono ispirato al paragrafo dedicato al Respiro di Fuoco sul libro  Prana Prani Pranayama  e ad alcuni siti sul web ( tipo clicca qui  ),
qualcosa certo è anche farina del mio sacco .. un pochino di pratica l'ho fatta .. insomma ..  quindi si insomma, dal mio punta  di vista Respiro di Fuoco altamente consigliato, praticatelo !!!
Sat Nam!!!


Never Give Up
Solaika